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Pokemon Go, gli strafalcioni dei giornalisti

Pokemon Go è uscito da pochi giorni ed è subito passato alla ribalta, non solo tra gli appassionati ma anche tra i media comuni. Ma tutto ciò che dico è vero?

Pokemon Go, gli strafalcioni dei giornalisti

Pokemon Go, non sappiamo se vincerà il premio di gioco dell’anno ma sicuramente vincerà il “premio” per il gioco più discusso.
Eh si, perché se una volta i media quando parlavano dei videogiochi  ne parlavano solitamente male facendo strani paragoni tra le violenze contenute in essi e le violenze reali di alcuni giovani, oggi, nel web 2.0, anche questo è cambiato.

Non è più l’ultimo sparatutto a fare scandalo e a far scrivere (male) i giornalisti che, durante il resto dell’anno, si occupano di tutt’altro, nel web 2.0 il gioco che fa scandalo è quello dei pokemon.

Ma mettiamo subito le cose in chiaro, chi scrive non è affatto un appassionato di pokemon go, anzi, non mi considero neanche un appassionato di videogiochi, un po’ perché non ho tempo, un po’ perché non è la branca dell’informatica che mi attira di più, quindi non sono qui a difendere la mia passione ma semplicemente a scrivere da “informato”.

Io non so come funzioni in alcuni grandi media, se arriva il capo e dice al 50enne di turno che ha iniziato a fare giornalismo con il taccuino e si è sempre occupato di cronaca nera, “oggi fammi 20 righe sui pokemon” e lui si guarda attorno un po’ spaesato non sapendo neanche cosa siano i pokemon e pensando tra se e se”ah si, forse quel cartone che guarda mio nipote quando esce da scuola”, probabilmente è così, perché dopo aver letto alcuni pezzi mi si è letteralmente accapponata la pelle.

Non so neanche se il 50 enne di turno possa fare obbiezioni dicendo “non scrivo di una cosa che non conosco”, fatto sta che solitamente ne scrivono male, ma non male nel senso che lo criticano (sarebbe più che giusto in questo caso), ma male nel senso che scrivono delle cose che non esistono.
Quindi i casi sono due, o non possono rifiutarsi di scrivere un articolo, e quindi dovrebbero informarsi prima di farlo, oppure vogliono sentirsi giovani (o peggio vogliono criticare i giovani) e quindi scrivono baggianate di proposito, in entrambi i casi, se si limitassero a fare il loro lavoro, e cioè informarsi ed informare, eviteremo di leggere assurdità.

A parte gli articoli dove si scrive che Pokemon Go è il gioco del demonio, quella parte di “giornalismo” è intramontabile e incorreggibile e non voglio dilungarmi oltre ad analizzare articoli del genere, mi riferisco più che altro agli articoli “scandalistici” della serie, e cito testualmente “rissa sfiorata per la cattura del pokemon, Mario Rossi scende dall’auto e dice “quel pokemon è mio””, oppure “automobilista rischia incidente per inseguire un pokemon che stava scappando”.

Perché nella realtà non esiste alcun Pokemon che scappa e tu lo devi rincorrere in giro per le strade, non esiste alcun Pokemon che viene “rubato” da quello che lo cattura prima di te, non esiste alcun pokemon sotto la scrivania, non esiste alcun incidente mortale automobilistico causato da Pokemon Go, non esiste alcun disastro causato da questo gioco, e a dirla tutta, in Pokemon Go non esiste neanche una vera e propria novità o rivoluzione nell’ambito dei videogiochi. Eh si, perché i giornalisti che ne hanno scritto non si sono neanche sufficientemente informati da sapere che la stessa società che ha creato Pokemon Go, ovvero la Niantic, nel lontano 2012 (parliamo di 4 anni fa), ha lanciato sul mercato un gioco chiamato Ingress che è tale e quale a Pokemon Go, al punto che Pokemon Go più che un nuovo gioco sembra il reboot di un gioco che ha fatto successo.

Quindi, miei cari giornalisti, miei cari genitori preoccupati, miei cari “adulti” disinteressati dai videogiochi, tranquillizzatevi, se volete informatevi ed evitate di scrivere o leggere articoli “fuffa”, e se non volete evitate di parlare di cose che non conoscete.

About Carlo Nigra

Carlo Nigra, nella vita "reale" libero professionista Geometra a tempo pieno, perso nei meandri della progettazione, delle pratiche catastali e dei rilievi architettonici, nella vita "virtuale" Fondatore e Responsabile di QwertyNet.it.

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